martedì 8 luglio 2008

Bruce Springsteen, San Siro, 25 giugno 2008

Dopo due settimane dall’Evento, finalmente mi decido a scrivere due righe (grazie al weekend scorso)… Sto parlando del magnifico concerto di Bruce Springsteen di mercoledì 25 giugno 2008 allo stadio San Siro di Milano! Come potete vedere dal biglietto qui accanto, io c’ero! Per questo, devo sicuramente ringraziare il mio “capo” che, dovendo io andare in trasferta a Milano per lavoro, mi ha permesso di scegliere liberamente la data della trasferta, e io ovviamente ho scelto il 25!

Arrivo in auto in zona San Siro intorno alle 19 e, nonostante i foschi presagi, non trovo un traffico esagerato, né fatico più di tanto a parcheggiare; dopo un giro intorno allo stadio, finalmente trovo l’entrata giusta e mi arrampico fino al secondo anello, raggiungendo il mio posto. Il pit e il prato sono quasi pieni, gli spalti un po’ meno ma si riempiranno prima dell’inizio dello spettacolo. Guardo con un po’ di invidia chi è vicino al palco, che io vedo lontano lontano, ma certo non invidio loro la fatica che hanno dovuto fare per conquistare la loro posizione privilegiata. C’è chi si è accampato davanti ai cancelli dello stadio fin da sabato! Quattro giorni prima! Pazzesco…

Il concerto è iniziato alle 20.50, con una ventina di minuti di ritardo. Dico subito le poche cose negative, così non ci penso più: prima di tutto l’acustica, veramente pessima, specialmente nelle prime canzoni, poi è lievemente migliorata, ma non molto. E poi il coinvolgimento del pubblico attorno a me è stato veramente minimo: va bene che non tutti i presenti potevano essere fan e conoscere tutte le canzoni a memoria, però nella mia zona quasi tutti hanno seguito il concerto da seduti (!) e non hanno dato molti cenni di partecipazione… due persone accanto a me se ne sono andate prima di Badlands!

A parte questo, tutto è stato perfetto, Bruce e la band erano in forma smagliante (nonostante che praticamente tutti siano intorno ai 60, e Big Man più vicino ai 70), hanno cantato, suonato e ballato per tre ore senza interruzione… sicuramente alla fine ero più stanco io! La scaletta è stata eccezionale, un concentrato di rock & roll con alcune “chicche” realmente insperate. E poi è stata stravolta completamente rispetto a quella inizialmente prevista (che riporto qui), modificata “al volo” in base alle richieste del pubblico e all’estro di Bruce; senza dimenticare che, fino a questo momento, è stata la setlist più lunga di tutto il tour, ben 29 canzoni, a dimostrazione del particolare rapporto del boss con l’Italia e ancor più con Milano.

Alle 20:50 Bruce sale sul palco con la band, tutti vestiti di nero, e ci chiede “ciao Milano, fa abbastanza caldo?” e continua: “con noi lo farà ancora di più”! E si comincia!

01. Summertime Blues: cover di una canzone di Eddie Cochran e Jerry Capehart della fine degli anni ’50, cantata da tantissimi artisti come i Beach Boys, The Who, Buddy Holly, ecc. (informazioni raccolte su Wiki, sennò chi sapeva tutti ‘sti dettagli!). Un ottimo modo per scaldare l’ambiente!

02. Out in the Streets: se qualcuno ancora era rimasto seduto, ecco l’invito di Bruce ad uscire in strada per divertirsi!

03. Radio Nowhere: uno dei pezzi migliori dell’ultimo album, e secondo me dal vivo ci guadagna anche.

04. Prove it all Night: bel pezzo da Darkness, ormai un classico, visto che il disco quest’anno compie 30 anni…

05. Promised Land: altro pezzo da Darkness, uno dei miei preferiti, e non solo dei miei: come sempre, l’attacco dell’armonica è stato accolto da un boato.

06. Spirit in the Night: qui andiamo ancora più indietro nel tempo, al ’73, con uno delle canzoni che ho sentito più volte dal vivo, anche se di concerti non ne ho seguiti poi molti… Mi piace, ma non ci vado matto; comunque il testo è, come sempre per canzoni di quel periodo, un vero e proprio racconto.

07. None but the Brave: prima canzone richiesta dal pubblico, e prima “chicca” della serata; io non l’avevo mai sentita dal vivo, e con me credo molti altri a San Siro! Una canzone molto bella e mai uscita in album ufficiali, se non nella raccolta “The Essential Bruce Springsteen”. Grande!

08. Candy’s Room: altra canzone di Darkness, e altra grande canzone. E poi dal vivo è fantastica, trasmette un’energia unica.

09. Darkness on the Edge of Town: ovviamente, altro pezzo dall’album omonimo. Bello bello, ma il meglio deve ancora arrivare.

10. Hungry Heart: altra richiesta del pubblico, una canzone molto divertente da “The River”. L’impressione è che si siano divertiti anche loro a suonarla!

11. Darlington Country: pezzo che lega molto bene col precedente, movimentato, divertente e scanzonato.

12. Because the Night: per me, il pezzo forte della serata! Canzone composta da Bruce e poi “prestata” a Patti Smith che la adattò e pubblicò nel ’78, Bruce non l’ha mai pubblicata in un album ufficiale, se non nel live. Grandissima carica ed energia, un fantastico pezzo rock che ha esaltato le doti di Nils alla chitarra in un assolo da brividi!

13. She’s the One: un altro pezzo che mi piace ma non è tra i miei preferiti, comunque anche stavolta dal vivo è stato grande, intensa come poche! Martellanti Max alla batteria e Garry al basso!

14. Livin’ in the Future: dal nuovo album, mi piace poco, anche se dal vivo un po’ migliora… ma non poi molto!

15. Mary’s Place: canzone che, secondo me, dal vivo ci guadagna moltissimo, è assolutamente impossibile stare fermi! Turn it up!!

16. I’m on Fire: prima pausa più “intimista” del concerto, con Bruce che si va a sedere al bordo del palco, a pochi centimetri dalla prima fila del pit, dove viene raggiunto da Nils.

17. Racing in the Streets: bellissima! Il momento “soft” continua con una canzone unica, che inizia con solo Roy al piano e la voce di Bruce, e poi entra il resto della band… uno dei momenti migliori del concerto!

18. The Rising: veramente bella dal vivo, con tutto lo stadio che canta in coro… Come on up for the rising!

19. Last to Die: questa sull’album mi diceva poco, invece dal vivo l’ho trovata niente male! Certo, i “classici” sono un’altra cosa…

20. Long Walk Home: parla forse di Milano? È stato un lungo cammino per arrivare a casa? Bel pezzo, Bruce!

21. Badlands: una sola parola: MITICA! Canzone potentissima, martellante, energica, bellissima!

Qui fanno tutti finta di uscire, ma dopo pochi secondi si ritorna per gli “encores”:

22. Girls in Their Summer Clothes: non ci siamo, non mi piace sul disco, non mi è piaciuta dal vivo, insomma non mi piace!

23. Detroit Medley: non avrei mai pensato di ascoltarlo, è un pezzo che ormai fa molto raramente, puro rock & roll! Da far crollare lo stadio! Da quello che ho letto, l’ha fatto perché richiesto tramite uno striscione presente sugli spalti, che gli ha fatto notare Little Steven.

24. Born To Run: il suo pezzo forte, anche se gli anni passano siamo sempre tutti nati per correre!

25. Rosalita: che bello sentirla! È un pezzo che mi diverte molto, anche se non conosco tutto il testo lo canto sempre… immaginate voi cosa esce fuori!

26. Bobby Jean: canzone molto nota da “Born in the USA”, triste e struggente quanto basta; immagino sia stata dedicata a Danny (il tastierista della e-street band deceduto qualche mese fa), ma non mi sembra lo abbia detto… è solo la mia immaginazione?

27. Dancing in the Dark: una delle canzoni più “pop” del nostro, non ci vado pazzo ma è sempre piacevole cantarla tutti insieme.

28. American Land: l’unico brano dall’album-tributo a Pete Seeger che esegue nel tuor; l’esecuzione mi è piaciuta molto, una particolarità è che mentre la cantava il testo scorreva sul maxi-schermo alle spalle del palco, per una specie di “karaoke”… peccato che dalla mia posizione una buona porzione dello schermo era coperta!

29. Twist And Shout: normalmente i concerti terminano con “American Land” e, infatti, la band stava lasciando il palco… quand’ecco che il grande Bruce decide di regalarci un’altra “chicca”, e attacca le prime note di questo fantastico pezzo rock & roll!! Una canzone portata al successo (almeno al grande pubblico) dai Beatles, ma in realtà non è loro (su Internet ho trovato che è stata scritta da Phil Medley e Bert Russell, e i primi a cantarla sono stati i "Topnotes”… tanto per la precisione!).

A questo punto, dopo 3 ore esatte di concerto, Bruce e la e-street band lasciano definitivamente il palco, salutati dal boato di sincero ringraziamento e amore del pubblico: un concerto fantastico! Io me ne vado, stanco, assordato, ma felice di aver assistito ad uno spettacolo veramente unico, e orgoglioso di poter dire: io c’ero! Spero solo di poter assistere ad altri concerti di questa portata!

venerdì 13 giugno 2008

Calcetto 11 giugno

Sono passati ben quattro mesi dalla precedente partita di calcetto! E dire che nel post relativo all’incontro del 13 febbraio esprimevo l’augurio di poter giocare nuovamente entro breve tempo…

In ogni modo, trascurando queste divagazioni: si gioca all’Oasi Club, un gradito ritorno al circolo che ci ha visti protagonisti per tanto tempo, quando l’appuntamento del lunedì sera era sacro ed inviolabile.

C’è una leggera pioggia, ma solo per i primi minuti, poi il tempo regge e le condizioni di gioco sono più che buone, con una temperatura intorno ai 20°; poco dopo le 20 siamo già in campo in otto, così si può iniziare.

A ranghi completi, le squadre sono così composte:

Squadra A: Ugo, StefanoLV, AlessandroG, SergioB, Io

Squadra B: Sergio G, ClaudioS, FrancescoS, Franco, AlessandroC

Insomma, una squadra B “tutta Italtel” contro una squadra A che vanta solo il sottoscritto a sostenere l’orgoglio del trilobo (il “trilobo” è il logo di Italtel, per chi non lo sapesse)!

Prima dell’inizio l’impressione è che la squadra B sia leggermente più forte, sicuramente dotata di maggiore tecnica, ma le cose in campo andranno diversamente…

La squadra A, infatti, si porta rapidamente sul 3 a 0, di fatto demoralizzando e disunendo gli avversari, che si vedono rifilare anche il quarto gol dopo mezz’ora di gioco.

A questo punto, per movimentare un po’ la partita, un mio passaggio “geniale”, non compreso dai miei compagni, apre il contropiede degli avversari, che possono agevolmente accorciare le distanze, portandosi sull’1-4.

Poco dopo però, a frustrare ogni velleità di rimonta, un gol-autogol un po’ fortunoso permette alla squadra A di portarsi sul 5-1; da qui alla fine, un gol per parte fissa il risultato sul 6-2 finale.

Una partita non troppo combattuta, quindi, ma a mio dire ugualmente piacevole e divertente. Da segnalare è stato l’esordio assoluto di ben 4 nuovi membri del nostro “club del calcetto”, che nella mailing list hanno sostituito alcuni elementi "storici", ma che ormai non giocavano da anni. Un benvenuto a queste "forze fresche" (si fa per dire, visto che nessuno è propriamente un ragazzino...).

L’imperativo è che questa partita non sia un caso isolato; è necessario quindi che ci si impegni tutti, in modo che il prossimo match si giochi il più presto possibile… facciamo la prossima settimana?

giovedì 5 giugno 2008

Sono tornato!

Sono tornato! Dopo più di un mese di assenza, finalmente ho qualche minuto per scrivere due righe. Ad essere del tutto onesto, in queste settimane anche in altre occasioni avrei potuto trovare il tempo di scrivere un post; ma mi mancava la necessaria serenità, nell’ultimo mese sono stato completamente assorbito dai lavori in casa e dal successivo trasloco.

Ebbene sì: ci siamo trasferiti nella nuova casa! La scorsa settimana abbiamo completato il trasloco, i mobili sono stati rimontati e piano piano ci stiamo sistemando; in realtà, a volerla dire tutta, siamo ancora (abbastanza) in alto mare: ci sono decine di scatoloni da aprire per mettere a posto il relativo contenuto, i lampadari da appendere, qualche mobile (made in Ikea) da montare, un po’ di cose da attaccare alle pareti (quadri, appendini vari, ecc.), gli accessori del bagno da comprare… immagino che sarà così ancora per qualche mese! Ma non c’è problema, le lampadine che pendono dai soffitti, ed illuminano gli scatoloni di cartone, fanno così “arte povera”!

Però siamo contenti, e non solo perché è tutto finito! A proposito, se stai pensando di cambiare casa: pensaci bene! Il trasloco è un vero massacro, per non parlare dei lavori in casa (dei quali mi sono già lamentato nel post precedente).

Adesso però basta, dalla prossima volta cambierò argomento. E pensare che inizialmente volevo scrivere nel blog solo di lavoro e tecnologia…

martedì 29 aprile 2008

Un periodo intenso

In questo periodo non riesco ad aggiornare con continuità questo mio blog; ai “normali” impegni lavorativi e familiari, infatti, si è aggiunta una crescente attività che culminerà nella seconda metà di maggio, quando ci trasferiremo nella casa nuova (quella vicino al Parco della Caffarella, del quale ho parlato in un mio post di febbraio).

Al momento la casa è un vero cantiere, anche se ormai si intravede la luce alla fine del tunnel (è più di un mese, infatti, che i lavori vanno avanti). Il coordinamento di tutte le attività necessarie al completamento dei lavori ha messo a dura prova le mie capacità di “project management”, nonché le mie sottili arti diplomatiche, e mi ha permesso di imparare tante cose nuove (ad esempio, non avevo mai sentito parlare prima di “jolly” delle piastrelle…).

Coordinare e sincronizzare gli interventi di muratori, idraulici, elettricisti, pittori, piastrellisti, falegnami, parquettisti, trasportatori, nonché i fornitori di sanitari, rubinetteria, piastrelle, carta da parati, mobili vari, ecc. a volte è stato un po’ problematico, ma alla fine sembra che tutto si stia risolvendo per il meglio! OK, preferisco non parlare, è meglio non vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato!

Spero quindi che, una volta che i lavori saranno ultimati e tornerò al mio "tran tran" quotidiano, potrò ricominciare a scrivere con maggiore regolarità, magari anche di argomenti più interessanti. A presto!

venerdì 4 aprile 2008

Il petrolio sta finendo?

Qualche settimana fa ho visto una puntata di Report che trattava il tema dell’energia, del timore dell’esaurimento dei combustibili fossili e della necessità di affidarsi a fonti energetiche “alternative”. Ritengo che Report sia una delle trasmissioni migliori della televisione italiana, ma in alcune puntate si evidenzia un difetto: la mancanza di un contraddittorio, di voci che esprimano tesi ed opinioni differenti. Ad esempio, questo è avvenuto in una puntata (se non sbaglio) della scorsa stagione, in cui veniva mostrato un filmato “complottista” sull’11 settembre: la realtà è che il documentario era (all’epoca) vecchio di due anni e conteneva molto materiale obsoleto e ormai ritenuto errato (e ridicolo) anche dagli stessi complottisti; in quella occasione mancavano totalmente interviste ad esperti o tecnici che potessero confutare le tesi complottiste (che già si erano dimostrate errate), rendendo l’inchiesta inutile e a tratti anche fastidiosa.

Ma torniamo alla puntata sull’energia. La tesi sostenuta è che ormai i combustibili fossili (ed, in particolare, il petrolio) stanno per esaurirsi o, più precisamente, che la capacità estrattiva non riesce a stare dietro alla crescente richiesta (in particolare da economie in espansione come la Cina) e che non sarà possibile aumentare la produzione ancora per molto tempo: il “picco” della produzione, secondo alcune analisi (ad esempio quella dell’ASPO, “Associazione studio picco petrolio e gas”), si raggiungerà nel 2010. È quindi indispensabile investire pesantemente nelle fonti rinnovabili, ma probabilmente non c’è tempo a sufficienza e quindi, secondo alcuni analisti, ci aspetta una crisi energetica di proporzioni mondiali.

Fermo restando che io sono pienamente d’accordo sulla necessità di svincolarci dal petrolio e dagli altri combustibili fossili (se non altro per problemi di inquinamento e di bolletta energetica), la domanda che mi pongo è se tutto questo allarmismo sia giustificato. I miei dubbi sono alimentati anche dalla lettura, un paio di anni fa, di un interessante libro (ormai introvabile in Italia) dal titolo “l’ambientalista scettico”, di Bjorn Lomborg, uscito nel 2001. L’autore è un (ex) membro di Greenpeace che, cercando di dimostrare scientificamente, dati alla mano, le sue tesi ambientaliste, si è convinto dell’esatto contrario: non è vero che la situazione dell’ambiente ed, in genere, le prospettive del nostro pianeta siano così negative come ci vogliono far credere gli ambientalisti.

Cercando su Google il nome di Lomborg, si trovano pareri in suo favore e altri estremamente critici; io non sono un esperto in materia, quindi non ho gli strumenti per poter giudicare con cognizione di causa la correttezza di una posizione o dell’altra… certo è che alcune conclusioni di Lomborg, spiegate e dimostrate attraverso un’impressionante mole di dati, sembrano difficilmente attaccabili (a meno di non confutare i dati di partenza, come fanno alcuni “detrattori”). Prendiamo ad esempio il capitolo sull’energia, tanto per restare in tema (ma il libro tratta anche di inquinamento, di riscaldamento globale, di deforestazione, di sovrappopolazione, e così via).

Da sempre il petrolio sta per esaurirsi, secondo le previsioni di “Cassandre” più o meno autorevoli; ad esempio, un gruppo di scienziati pubblicò nel ’72 uno studio che ebbe una notevole influenza (“i limiti dello sviluppo”, citato anche da Report), che “dimostrava” l’esaurimento del petrolio e di molte altre risorse prima del 1992. E’ vero che il prezzo del petrolio è salito enormemente, in particolare negli ultimi tempi (dal 1999 ad oggi), ma questo, da quello che ho letto, non è dovuto ad un imminente esaurimento dei pozzi. (ad esempio, qui potete trovare un interessante articolo sulle motivazioni degli aumenti del greggio).

In sintesi, e semplificando notevolmente, Lomborg sostiene che:

  • Il petrolio c’è, basta cercarlo bene: vanno effettuate le ricerche per scoprire nuovi giacimenti. In molti paesi, invece (in particolare dell’OPEC), le ricerche sono effettuate molto raramente, perché costose: è più redditizio sfruttare i pozzi già aperti.
  • Grazie all’avanzamento delle tecnologie, lo sfruttamento delle risorse note può avvenire in maniera più efficiente, il che può portare ad un aumento del rendimento di ciascun pozzo e alla possibilità di sfruttare giacimenti che fino a poco fa era troppo costoso o difficile utilizzare.

Inoltre, visto che l’oggetto del contendere non è il petrolio, ma l’energia, vanno considerate anche le altre risorse, vale a dire:

  • Altri combustibili fossili: gas (meno inquinante, ma più difficile e costoso da trasportare rispetto al petrolio), carbone fossile (più inquinante); Lomborg cita anche le sabbie bituminose e l’olio di scisto, dai quali si può estrarre petrolio, anche se con procedimenti complessi e quindi costosi (ma col petrolio sopra i 100$ potrebbe iniziare ad essere conveniente…). Lomborg cita fonti secondo le quali l’olio di scisto è 242 volte più abbondante del petrolio.
  • Energia nucleare: a parte problemi di sicurezza e scorie radioattive, la questione da affrontare è l’efficienza energetica e gli alti costi; si spera nella fusione, ma è ancora lontana (nel libro si parla del XXII secolo).
  • Energie rinnovabili: attualmente forniscono una porzione trascurabile della produzione di energia (0,6% nel 2000, dati EIA), ma è probabile che la situazione cambi. I costi del solare e dell’eolico sono calati del 94-98% negli ultimi 20 anni, e sono sul punto di diventare redditizi. La quantità di energia a disposizione è difficilmente immaginabile: ad esempio il sole irradia una quantità di energia pari a circa 7000 volte il consumo totale attuale (dati del 1997), e (tanto per dare un’idea) l’intero fabbisogno potrebbe essere soddisfatto da un impianto di celle solari che ricopra meno del 2,6% del deserto del Sahara (ossia un quadrato di meno di 500 km di lato).

Le conclusioni di Lomborg quindi sono orientate all’ottimismo: il petrolio non si sta esaurendo, e (considerando anche gli altri combustibili fossili) abbiamo ancora circa 5.000 anni (!) di energia, a livello di consumo attuale (ossia del 2001). Quindi c’è il tempo per affinare e perfezionare lo sfruttamento delle fonti rinnovabili, della fusione nucleare e di chissà quale altra diavoleria riusciremo ad inventarci.

Come dicevo precedentemente, non ho le conoscenze o l’esperienza né per confutare né per confermare le tesi di Lomborg; alcune previsioni nel capitolo si sono rivelate errate, come le stime sull’andamento del prezzo del petrolio, e alcune conclusioni mi sembrano un po’ semplicistiche, in particolare sulla possibilità di utilizzare il petrolio contenuto negli scisti bituminosi. Volevo comunque mostrare una voce “fuori dal coro” che i media ci presentano quotidianamente sul baratro che ci sta aspettando.

L’idea che mi sono fatto è che siamo di fronte ad una transizione complessa, un periodo in cui bisognerà gestire una risorsa che sarà più cara e scarsa di quanto siamo abituati; ma probabilmente ce ne sarà ancora per qualche decennio, che spero (e credo) saranno sufficienti per la transizione verso fonti alternative. In questo senso, voglio sposare l’ottimismo di Lomborg, anche perché ritengo che il catastrofismo non aiuti!

Vorrei infine segnalare il blog di Giuseppe Bertoncello che, tra gli altri argomenti, tratta questo tema in maniera più approfondita ed autorevole di quanto possa fare io. Sono molto interessanti entrambi i post (questo e quest’altro) sul tema petrolio ed energia, nonché tutti i commenti (pro e contro) che si possono leggere.

Chiudo con una frase di Ahmed Zaki Yamani, ex ministro del petrolio e delle risorse naturali Saudita e uno dei fondatori dell’OPEC: “L’età della pietra non finì perchè finirono le pietre; anche l’età del petrolio giungerà a termine, ma non sarà per mancanza di petrolio”.

Ciao!